Ogni imprenditore, prima o poi, cerca un colpevole per i problemi della propria azienda: il mercato, la concorrenza, i collaboratori, il periodo storico. È umano. Ma è anche la trappola più pericolosa in cui puoi cadere, perché ti toglie l’unica cosa che conta davvero: il potere di cambiare le cose. Te lo dico da chi in quella trappola c’è rimasto per anni.

Ho incolpato tutto, tranne me

Per anni ho gestito la mia impresa convinto che i problemi venissero da fuori. Se un cliente non pagava, era colpa sua. Se un collaboratore non rendeva, era colpa sua. Se i conti non tornavano, era colpa del mercato o del momento. Avevo una spiegazione pronta per tutto, e ognuna aveva una cosa in comune: mi teneva al sicuro, fuori dalla responsabilità.

Il problema è che una spiegazione comoda non risolve niente. Anzi: più davo la colpa fuori, più mi sentivo impotente, perché non puoi cambiare ciò che dipende dagli altri.

Lo specchio

Poi è arrivato il momento in cui ho dovuto fare i conti con la realtà. E in quel silenzio, senza più nessuno a cui addossare le colpe, ho dovuto guardarmi davvero. La verità era semplice e durissima: il problema non era là fuori. Era la direzione che davo io. Le persone sbagliate le avevo scelte io. Le decisioni rimandate le avevo rimandate io. Gli standard bassi li avevo accettati io.

Perché è una buona notizia

Qui c’è il ribaltamento che cambia tutto. Se il problema sei tu, allora anche la soluzione sei tu. Finché la colpa è del mercato, sei in balìa del mercato. Ma nel momento in cui ti prendi la responsabilità, riprendi il controllo: perché tutto ciò che dipende da te, puoi cambiarlo. Gli standard della tua azienda sono gli standard che accetti tu. Il ritmo è il ritmo che dai tu. La cultura è lo specchio di chi la guida.

Nessuno verrà a salvarti

Smetti di aspettare il socio giusto, il finanziamento provvidenziale, il consulente miracoloso o il colpo di fortuna. Non arriveranno a risolverti i problemi, e se anche arrivassero, senza un cambiamento in te torneresti al punto di partenza. L’unica persona che può alzare l’asticella della tua impresa sei tu.

Da dove iniziare

Fatti una domanda, con onestà brutale: qual è la cosa che, se cambiassi io, cambierebbe tutto il resto? Non cercare la risposta comoda. Cerca quella vera, quella che fa un po’ male. È lì che comincia il lavoro più importante che un imprenditore possa fare: quello su se stesso. Perché non puoi ricostruire l’impresa se prima non ricostruisci l’imprenditore.

Il primo passo, se vuoi farlo con metodo

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